Relazione annuale dell’ Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza

Il 13 giugno, presso Palazzo Madama, l’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Filomena Albano, ha presentato la relazione annuale al Parlamento, attraverso la quale ha delineato una panoramica della situazione che vivono i ragazzi ristretti in istituti di pena, i figli dei genitori separati, i minori stranieri non accompagnati e i giovani che, purtroppo, si trovano coinvolti in situazioni di bullismo.

Un momento tanto atteso quanto importante, al quale ha partecipato anche il presidente Asa Onlus, dott.ssa Maria Virgillito, durante il quale la Garante Albano, dopo aver tracciato un bilancio delle attività svolte, ha evidenziato alcuni temi e priorità su cui richiamare l’attenzione delle Istituzioni e del mondo degli adulti: dieci le criticità segnalate, accompagnate da altrettante proposte. Riassumendo sono queste le problematicità: occorre in primis affrontare l’emergenza educativa e introdurre la mediazione come materia scolastica; attivare una regia contro le povertà minorili che crescono; definire livelli essenziali delle prestazioni dei diritti civili e sociali uniformi in tutta Italia; prevenire e contrastare le violenze sui minorenni; nominare, quanto prima, i tutori volontari e distribuire uniformemente sul territorio i minori stranieri non accompagnati; garantire diritti e affetti ai ragazzi fuori dalla famiglia di origine; aiutare i figli di genitori separati con la presenza dei “Gruppi di parola”; affrontare i problemi legati alla salute mentale degli adolescenti; introdurre in Italia un ordinamento penitenziario minorile e, per ultimo ma non in ordine di importanza, occorre garantire un maggiore ascolto dell’Autorità, da parte delle Istituzioni, su atti e sulla formazione delle leggi in materia di infanzia e adolescenza.

“È necessario avviare un percorso che valorizzi l’ascolto – ha affermato la Garante Albano –  la partecipazione e la costruzione dell’autonomia dei ragazzi. I genitori condividano più tempo di qualità con i figli. “La realtà quotidiana – prosegue la Garante – ci consegna storie di violenza messa in atto da adolescenti, bullismo anche nei confronti degli adulti, fatti che reclamano un intervento preventivo. Per combattere e prevenire il bullismo e il cyberbullismo ho proposto che venga introdotta la mediazione come materia scolastica”.

Denunciate dall’Autorità Garante Albano le condizioni di povertà assoluta che coinvolgono i minorenni in Italia. “Le statistiche – osserva la Garante – ci dicono che in questi anni la povertà è cresciuta soprattutto nelle famiglie con bambini e aumenta nelle famiglie con tre o più figli minorenni”. Secondo gli ultimi dati disponibili dell’Istat la povertà assoluta è passata in un anno dal 18,3% al 26,8% proprio tra queste famiglie, coinvolgendo quasi 138 mila famiglie e più di 814 mila persone. Essa aumenta anche tra i minori, passando da 10,9% a 12,5%: si tratta di un milione e 292 mila under 18 (rilevazione 2016). La povertà economica si riflette sulle povertà educative. Contro le povertà l’Autorità ha chiesto a Governo, Regioni ed Enti locali una regia unitaria delle misure pubbliche e private, nazionali e locali, accompagnata da una capillare rete di servizi territoriali, allo stato carente, per costruire insieme una visione strategica di lungo periodo.

Vanno, inoltre, attuate le linee guida per il diritto allo studio elaborate lo scorso anno dall’Autorità in collaborazione con il MIUR per agevolare l’iscrizione in corso d’anno, la scelta delle classi e i trasferimenti di alunni e alunne in affido familiare o in comunità “per garantire la continuità negli studi a chi non ha avuto continuità nella vita familiare”.

Infine la Garante Albano ha così concluso: “auspico – ha affermato la Garante Albano – che venga previsto l’obbligo di richiesta di parere all’Autorità sia sugli atti normativi che si adottano che sugli atti di amministrazione attiva volti a definire le politiche dell’infanzia e dell’adolescenza”.

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