Promuovere la cultura dell’adozione: gli attori a confronto

BOLOGNA – Oggi, lunedì 26 marzo 2018, a Bologna, si sta svolgendo l’incontro “Promuovere la cultura dell’adozione: gli attori a confronto”, giornata conclusiva di un percorso formativo, a cui ha preso parte anche l’Associazione Asa Forlì. 

L’idea del percorso formativo nasce dalla necessità di condividere una cultura dell’adozione tra tutti i soggetti coinvolti, che risponda in primis ai bisogni dei bambini in stato di adottabilità e adottati e che sostenga la promozione del benessere delle famiglie.

Alcune parole chiave che hanno accompagnato e guidato il progetto formativo sono state lavoro di rete, complessità, prevenzione, interdisciplinarità, collaborazione inter-istituzionale.

Il corso, di 36 ore articolate in 6 giornate, è stato strutturato in tre moduli formativi che hanno affrontato tre principali temi, oggetto di approfondimento teorico e laboratoriste: indagine psico-sociale (valutazione), abbinamento, post-adozione.

L’obiettivo era quello di promuovere il confronto tra le diverse professionalità coinvolte nei procedimenti di adozione in un percorso volto sì ad aggiornare gli strumenti degli operatori in relazione al quadro delle recenti trasformazioni familiari e normative, ma anche a stimolare una riflessione condivisa sulla cultura dell’adozione, a migliorare l’integrazione inter-istituzionale e interdisciplinare tra i diversi attori coinvolti nelle fasi dell’adozione e condividere buone prassi ed un linguaggio comune.

Molteplici gli interventi da parte degli operatori dei Servizi, degli Enti Autorizzati e del Tribunale per i Minorenni, intervallati dalla metodologia didattica del “World Cafè”, dove i partecipanti hanno potuto esplorare e discutere insieme su alcune domande-chiave attraverso spazi di approfondimento.

Per l’avvocato Simona Sarazani, consulente Asa Forlì,  “grande soddisfazione per il percorso iniziato dalla Regione Emilia Romagna nella direzione della valorizzazione dei temi dell’accoglienza e dell’adozione, ponendo l’attenzione su nuovi interlocutori, quali la scuola, il Tribunale per i Minorenni di Bologna e le associazioni famiglie affidatarie ed adottive. In una logica di condivisione e di rete – conclude la Sarazani – questo percorso rende fattibili i principi del nuovo protocollo regionale 2016”.

A seguito di questa formazione regionale è stato redatto e pubblicato il Protocollo regionale in materia di adozione.

 

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