AGEVOLAZIONI ECONOMICHE PER LE COPPIE ADOTTIVE

 

1) DEDUZIONE FISCALE

 

L‘art. 10, comma 1, lettera l-bis, del D.P.R. n. 917/86 (Testo unico sulle imposte sui redditi) prevede la possibilità per i genitori adottivi di riportare, in sede di dichiarazione annuale dei redditi, tra gli oneri deducibili anche il cinquanta per cento delle spese da loro sostenute per l’espletamento delle procedure di adozione di minori stranieri. Tali spese devono essere certificate dall’ente autorizzato incaricato dalla coppia a gestire la procedura di adozione per essere dedotte.

Tra le spese vanno incluse non solo quelle direttamente sostenute dall’ente ed allo stesso regolarmente rimborsate dai genitori adottivi, ma anche quelle autonomamente sostenute da questi ultimi, purché debitamente documentate.

Perché l’ente certifichi tali ultime spese si richiede, però, il rilascio da parte dei coniugi di un’apposita dichiarazione di sostitutiva di atto notorio attestante che le spese, per le quali si richiede la deduzione, sono riferibili esclusivamente alla procedura di adozione di cui al Capo I del Titolo III della legge n. 184/1983.

La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 77/E del 28 maggio 2004 si sofferma, in particolare, sulla titolarità del diritto alla deduzione, sui criteri da seguire, nonché sul contenuto della certificazione probatoria rilasciata dagli enti autorizzati. Le spese ammesse alla deduzione sono quelle sostenute dagli interessati dal momento del conferimento ad un ente autorizzato del mandato all’adozione fino alla conclusione del procedimento coincidente con la dichiarazione di efficacia in Italia, da parte del Tribunale dei Minori, del provvedimento di adozione emesso dalla competente Autorità straniera o, in caso di affidamento preadottivo, del perfezionamento dell’adozione. Non sono agevolabili così gli importi versati dalle coppie per il percorso post-adozione.

Qualora, per qualsiasi ragione, anche per motivi indipendenti dalla volontà dei coniugi, la procedura finalizzata all’adozione si concluda con esito negativo, o venga interrotta la coppia ha lo stesso

diritto a dedurre, nella misura indicata, dal reddito complessivo da assoggettare all’IRPEF tutte le spese fino a quel momento sostenute.

La deduzione va operata, infine, con l’applicazione del principio di cassa, con riferimento, cioè, al periodo di imposta in cui le spese sono state effettivamente sostenute prescindendo, in ogni caso, dall’effettiva conclusione dell’iter procedurale, dall’acquisizione dello status di genitore adottivo nonché dall’esito finale. Ciò naturalmente comporta per l’ente autorizzato, prescelto dalla coppia, di dover certificare annualmente le spese dalla stessa effettuate ai fini predetti.

Esempio: importo sostenuto per l’adozione nel corso del 2016 € 5.000,00, reddito complessivo del/i coniuge/i che hanno effettuato il pagamento all’ente € 20.000,00, sarà possibile portare in deduzione dal reddito complessivo( € 20.000,00) il 50% delle spese sostenute nell’anno 2016( 50% di € 5.000,00) cioè € 2.500,00 per cui si ha un reddito tassabile di € 17.500,00. Naturalmente l’agevolazione se usufruita da entrambi i coniugi, nelle loro dichiarazioni dei redditi verrà suddivisa da entrambi.

 

 

2) RIMBORSO SPESE ADOTTIVE

 

La Commissione Adozioni Internazionali può concedere un rimborso delle spese sostenute dalle coppie (che però devono concludere l’iter adottivo) eccedenti la quota fiscalmente deducibile ma è necessario verificare se, in uno specifico anno, esistono oppure no degli stanziamenti a valere sul “Fondo per il sostegno delle adozioni internazionali”, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

 

 

 

 

L’amministrazione

ASA Onlus

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