12 giugno, giornata mondiale contro il lavoro minorile: il futuro di bambini e bambine merita di essere all’altezza dei loro sogni

Istituita nel 2002 dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO), oggi 12 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile.

Una giornata per sensibilizzare e catalizzare l’attenzione sul fenomeno dello sfruttamento del lavoro minorile, per il quale bambini e ragazzi, di età compresa tra i 5 e i 17 anni, impiegano le proprie giornate a lavorare, in ambienti pericolosi e malsani  per la propria salute.

Secondo il recente rapporto Save the Children “Le tante facce dell’esclusione” (maggio 2018), povertà, conflitti o discriminazioni contro bambine e ragazze minacciano l’infanzia di oltre la metà dei minori al mondo: sono più di 1,2 miliardi i bambini che rischiano di morire prima di aver compiuto 5 anni, di soffrire le conseguenze della malnutrizione, di non andare a scuola e ricevere un’istruzione o di essere costretti a lavorare o a sposarsi troppo presto.

Nei Paesi meno sviluppati, è costretto a lavorare 1 minore su 4, con Africa e Asia che presentano il maggior numero di bambini al mondo in questa condizione, rispettivamente 72 e 62 milioni su un totale di 152 milioni.

Nei Paesi a basso reddito 1 minore su 3 in età scolare non va a scuola, rispetto a meno di 4 su 100 nei contesti ad alto reddito, mentre sul totale dei minori al mondo tagliati fuori dall’educazione l’84% vive in Paesi a reddito basso o medio-basso, con un aumento di 7 punti percentuali rispetto al 2000 e del 15% rispetto al 1990. Numeri che fanno riflettere se si considera che secondo uno studio dell’Unesco se tutti i bambini completassero gli studi primari e secondari, più di 420 milioni di persone uscirebbero dal ciclo della povertà, con una riduzione di oltre la metà delle persone in condizioni di povertà in tutto il mondo. Ma questa piaga non risparmia nemmeno i Paesi più ricchi, con ben 2 milioni di bambini e adolescenti che lavorano nei Paesi ad alto reddito, perdendo così l’opportunità di studiare, apprendere, svilupparsi e partecipare attivamente alla vita della società. 

Oggi è una giornata per riflettere su questo fenomeno e su come si possa contrastare: tutti noi siamo chiamati ad un’azione concreta.

Il futuro di questi bambini e bambine merita di essere all’altezza dei loro sogni.

 

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