Adozioni Internazionali in Russia: La CAI smentisce l’emissione di visti di ingresso per coppie di altri Paesi europei

“Il rilascio di visti di ingresso dipende dalla sola volontà dello Stato estero che esercita i propri poteri di sovranità, la Commissione può solo, e non mancherà di farlo, mantenere alto e senza sosta il proprio impegno in favore dei minori e delle famiglie in attesa di partire”.

Occhi puntati sulla Federazione Russa, dove l’emergenza sanitaria legata al covid19, sta lentamente migliorando e dal 27 gennaio sono stati nuovamente attivati i collegamenti aerei con alcuni Paesi esteri come la Finlandia, il Vietnam, l’India  e il Qatar.

Si attende ora di scorgere un segnale di apertura anche per le molte coppie italiane che sono in attesa di partire per poter proseguire e concludere il proprio iter adottivo.

La Commissione per le Adozioni Internazionali, in una nota pubblicata nei giorni scorsi, ha voluto rassicurare le famiglie in attesa, sul costante impegno della Commissione “volto a trovare una soluzione allo stallo che da mesi riguarda numerose procedure adottive in Federazione Russa, ferme a diverse fasi del proprio svolgimento”.

“La CAI  – si legge nella nota – ha proseguito con assiduità e costanza, il percorso interlocutorio attraverso il Ministero degli Esteri con l’omologa autorità russa per chiedere espressamente l’autorizzazione al rilascio di visti. Il 26 novembre 2020, l’allora Sottosegretario di Stato agli Esteri, On. Ivan Scalfarotto, facendo appello alle motivazioni umanitarie che sottendono alla necessità di prevedere un’eccezione per le coppie italiane rispetto al divieto di accesso in Federazione Russa consentito attualmente a poche categorie di persone, ha sottoscritto una precisa richiesta indirizzata al Vice Ministro degli Esteri russo. Richiesta contenente le più ampie garanzie sulla disponibilità da parte delle coppie italiane di rispettare qualsiasi misura di sicurezza prevista dall’Autorità straniera”.

E in merito alle informazioni, circolate sulla stampa, dalle quali risulterebbe l’emissione di visti di ingresso da parte della Federazione Russa a coppie di altri Paesi europei, la CAI smentisce categoricamente la fondatezza di tali affermazioni: “Sottoposto il quesito sulla fondatezza di tali informazioni direttamente alle Autorità Centrali – chiarisce la Commissione -queste non solo hanno smentito tali notizie ma hanno riferito di una situazione del tutto analoga a quella italiana”.

“Il rilascio di visti di ingresso – commenta la CAI – dipende dalla sola volontà dello Stato estero che esercita i propri poteri di sovranità, la Commissione può solo, e non mancherà di farlo, mantenere alto e senza sosta il proprio impegno in favore dei minori e delle famiglie in attesa di partire”.

La CAI e gli Enti autorizzati, di cui fanno parte quelli del network LIAN Life in adoption Network: Ai.Bi. – Amici dei Bambini ; Ariete Onlus; ASA Onlus; CIFA Onlus: Fondazione Patrizia Nidoli,  continueranno a monitorare quotidianamente gli sviluppi della situazione.

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