Family in Tow(n): la parola di due operatori del progetto

Il progetto “Family in Tow(n)” di Asa Onlus in partenariato con Acli Catania e cofinanziato dalla Fondazione Sicilia, prevede la realizzazione di uno spazio accogliente in cui svolgere attività di orientamento, consulenza legale e supporto linguistico e  psico-sociale. Le attività, ricordiamo, si svolgono ogni lunedì dalle 15.30 presso la sede provinciale delle Acli di Catania (Corso Sicilia 111).

“Family tow(n) è un progetto che prevede diversi servizi tra loro e rivolti a persone migranti che vivono nella nostra città. I servizi, legale, di alfabetizzazione e di supporto psicosociale, sono svolti da personale specializzato e accompagnati dalla figura dei mediatori culturali”- così la dott.ssa Dizzia, uno dei mediatori socio-culturali dell’iniziativa.

“L’idea del progetto, che si sta cercando di concretizzare – continua la dott.ssa Dizzia – è quella di creare un luogo di incontro tra culture tra loro interattive. È un luogo di ascolto per gli altri e per se stessi dove si intrecciano storie, esperienze, viaggi e vita vissuta di tutti coloro i quali hanno deciso di far parte del progetto”.

Per Amelia Reina, psicologa del progetto: “La parola chiave del percorso che è stato fatto grazie a questo progetto è sicuramente Incontro. Il nostro obiettivo era creare un ambiente che non si limitasse ad essere una struttura che offrisse servizi, piuttosto che creasse le condizioni tali affinché si potesse fare esperienza e raccontare i propri vissuti in un gruppo che godesse di un clima protetto, ovviamente al fine di un miglioramento delle condizioni di vita”.

“E’ così, infatti – prosegue la dott.ssa Reina – che sono nate delle attività di incontro anche tra le nostre professioni; il corso civico-linguistico, ad esempio, è diventato un ottimo punto di aggancio per affrontare tematiche più difficili da elaborare. Il lavoro di concerto tra la psicologa e l’insegnante del corso civico-linguistico, ha permesso al gruppo di fare esperienza della propria narrazione in un ambiente sicuro e guidato, nello stesso tempo, l’apprendimento della lingua ha cementificato un senso di coesione che un’esperienza di gruppo di questo tipo può portare a livelli profondi e più fruibili, sia per l’individuo che per la comunità”.

Molto soddisfatta si dice la coordinatrice del progetto, Rosalba Mirci: “Il nostro intento è quello di migliorare, giorno per giorno, la qualità di vita delle persone, soprattutto le più fragili. Mettiamo in campo le nostre migliori risorse per far sì che ciascun utente possa trovare un luogo confortevole dove poter essere ascoltato e indirizzato”.

Il progetto “Family in Tow(n)  si prende una pausa per qualche giorno in vista delle ferie estive. Le attività riprenderanno lunedì 2 settembre.

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