Convegno “Adozione, crisi e trasformazione” Virgilitto: “Far maturare identità sicure, solide, dialoganti”

ROMA – Si è concluso il convegno “Adozione, crisi e trasformazione”, organizzato dalla Regione Lazio in collaborazione con l’ASL Roma 2, che si è svolto a Roma il 26, 27 e 28 settembre 2019 presso la Sala Tirreno (Regione Lazio). Tre giorni di incontri, dibattiti e riflessione in cui si è sottolineata l’importanza della scuola, per i minori adottati, come zona di transito tra la famiglia e la società.

Nella prima giornata del convegno dal titolo “Il post-adozione” il dott. Leonardo Luzzatto ha presentato il Progetto della Regione Lazio sulle adozioni, mettendo in risalto i dati di un progetto in via sperimentale, che ha l’obiettivo di stabilire una programmazione ordinaria, attraverso l’instaurarsi di una rete che preveda modelli di intervento omogenei. Il progetto prevede, infatti, interventi a sostegno diretto delle famiglie adottive e la costruzione di un sistema di monitoraggio al fine di veicolare un corretto inserimento a scuola dei bambini adottati.

E’ proprio a scuola, infatti, che risulta di fondamentale importanza sentirsi “parte di un gruppo”: il bambino adottato porta con sé la sua storia, se stesso, il suo vissuto, la sua famiglia (d’origine ed adottiva) e pertanto bisognerebbe evitare che il minori resti intrappolato nella sua specificità. Risulta fondamentale formare, adeguatamente, operatori ed insegnanti affinché ciò accada.

Alla tavola rotonda “L’adozione a scuola e nella società” ha preso parte anche il presidente Asa Onlus, dott.ssa Maria Virgillito, sottolineando l’importanza della formazione e non solo.

“Gli enti, le associazioni, le istituzioni scolastiche, le famiglie – ha affermato il presidente Asa onlus –  devono agire intenzionalmente, in sinergia, condivisione, corresponsabilità, cooperazione, nel rispetto di ruoli e di competenze”.

“L’educazione – ha affermato la dott.ssa Virgillito –  avviene sinergicamente in condivisione e corresponsabilità tra famiglia e scuola, con la collaborazione di enti e associazioni del settore. Nel caso delle adozioni è determinate che vi sia una stretta collaborazione tra scuola ed associazioni che hanno seguito le famiglie nel percorso post adottivo. Lo scambiò di informazione, esperienze, prassi è determinante. Gli alunni di oggi saranno i genitori di domani.

Occorrerebbe pertanto instaurare una sinergia: “possiamo migliore la comunità e far pienamente e liberamente vivere la vita a tutti, senza negazioni, imposizioni, soprusi, senza deleghe, ma con la piena responsabilizzazione – continua il presidente Asa – e con il convincimento che la nostra azione è determinate per una comunità migliore e per la vita di ognuno, con l’affermazione del rispetto, della libertà, della solidarietà, della noità”.

“Si deve educare ad agire secondo valori, operando scelte libere, realistiche e responsabili, si deve educare per far maturare identità sicure, solide, dialoganti, fiduciose, costruttive, creative, che abbiano cura di se stesse e della propria famiglia e che siano aperte positivamente verso la comunità in una visone universalistica, per la piena realizzazione personale identitaria e per il conseguimento del bene comune”.

Nei giorni successivi è stato affrontato il tema della ricerca delle origini e della costruzione dell’identità con una tavola rotonda con i rappresentanti di servizi delle regioni ed infine, l’ultimo giorno, è stato dedicato all’incontro tra gli operatori e gli utenti del mondo dell’adozione, affrontando i temi del post-adozione, degli interventi terapeutici sulle crisi adottive e presentando esempi di buone prassi.

I commenti sono chiusi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: