Concluso il progetto Erasmus Plus “Break down the Barriers”: Asa Onlus tra integrazione e multiculturalismo

Si è concluso il progetto Break down the Barriers (clicca qui per leggere la pubblicazione finale) realizzato dall’Asa Onlus nell’ambito di Erasmus Plus programma dell’Unione europea per l’Istruzione, la Formazione, la Gioventù e lo Sport 2014-2020.

Asa Onlus ha ampiamente beneficiato dei positivi risultati progettuali ampliando ulteriormente i già ampi orizzonti internazionali, potenziando le competenze dei propri operatori, migliorando i già positivi interventi nei settori di competenza, incidendo maggiormente nei rapporti con il territorio, potenziando il proprio mainstreamingorizzontale e verticale.

Vi è stato, inoltre, il pieno coinvolgimento e la piena valorizzazione dei partecipanti grazie ad un progetto diventato una base fondante per il miglioramento delle politiche e delle buone prassi educative, formative, interculturali, di accoglienza e familiari miranti al bene comune in una prospettiva universalistica.

Il progetto Break down the barriersè nato della sempre più grande spinta di internazionalizzazione di ASA e dalla positiva esperienza del progetto Erasmus+ del 2015 Learning from changing Timesche aveva come tema portante il Family Learning.

L’ASA, occupandosi di adozioni internazionali, è necessariamente in contatto con le realtà dei Paesi in cui opera e l’esperienza maturata ha portato l’Associazione ad essere a favore della valorizzazione delle differenze di genere, familiari, linguistiche, culturali, economiche e religiose.

Essendo le società contemporanee sempre più multiculturali, all’interno di ASA c’è stata un’apertura verso una progettualità interculturale, basata su progetti internazionali in cui le differenze e le peculiarità dei singoli potessero trovare riconoscimento attraverso spazi creativi di espressione, di valorizzazione e di scambio tra operatori italiani e stranieri.

Uno sguardo particolare è stato riservato al tema della discriminazione delle minoranze etniche attraverso laboratori artistici e manuali, che rappresentassero un’espressione d’identità.

Il progetto ha previsto tre esperienze di mobilità internazionale, di sei operatori ASA suddivisi in tre gruppi di lavoro. Le mobilità sono state realizzate in Paesi partner, e finalizzate al potenziamento dei rapporti internazionali e alla socializzazione delle buone prassi.

Il primo gruppo di lavoro ha partecipato alla conferenza “Transformation of European Welfare System: challenges Problems and Future Prospects” organizzata a Vilnius dalla rete ESPanet Lithuania e ospitata dall’Università di Vilnius, Facoltà di Filosofia, Istituto di Sociologia e Lavoro sociale, per l’apprendimento e la formazione europea degli operatori dell’Associazione.

Sfide, problemi e prospettive future dei sistemi di Welfare europei in un momento di grandi incertezze politiche, economiche e ambientali nel mondo globalizzato, sono state al centro del dibattito. Per secoli, lo stato sociale in Europa e altrove è stato percepito come una fonte di benessere, stabilità sociale, sicurezza e solidarietà. La Conference è stata così un momento per discutere della valutazione comparativa dei diversi sistemi di Welfare europei, sulle politiche familiaridei diversi Paesi, nonché sulla misurazione degli effetti che nuovi fenomeni, quali ad esempio il progressivo invecchiamento della popolazione, il calo di natalità, la globalizzazione e le spinte multiculturali, provocano sulle politiche per la famiglia.

Dopo Vilnius, il secondo gruppo di lavoro ha parecipato al “9th Congress of the European Society on Family Relations: Families through the lens of diversity”presso la Facoltà di Psicologia e Scienze dell’Educazione, Università di Porto, in Portogallo.

L’evento, proponendo un confronto internazionale e multidisciplinare di carattere giuridico, sociologico, psicologico, antropologico e di politica interculturale dei diversi modelli di famiglia adottiva, multiculturale, monogenitoriale, è stato un’occasione importantissima per l’approfondimento dei temi dell’adozione e delle disuguaglianze di genere e dei cambiamenti che stanno coinvolgendo il “sistema famiglia”.

Da ultimo, ad ottobre, il terzo gruppo di lavoro a Spalato, in Croazia, ha partecipato al training course Intercultural Communication in Education, presso il Dorea Educational Institute. Il corso ha offerto ai partecipanti gli strumenti per l’analisi delle forme e dei meccanismi dell’interazione tra persone appartenenti a realtà culturali diverse, e dei problemi che possono sorgere a causa di differenti sistemi di valori e di differenti usi del linguaggio verbale, para-verbale e non verbale, fornendo gli strumenti per la risoluzione di eventuali problematiche connesse. L’importanza dell’uso delle parole e di una comunicazione che tenga conto della cultura dell’interlocutore sono stati i temi principale dell’incontro. I partecipanti hanno compreso come una stessa storia sia vista in modo diverso in base alla propria cultura e alle proprie prospettive.

Conclusa la prima fase del progetto, le successive tappe sono state incentrate su seminari di approfondimento e disseminazioneal fine di rendere note, alle diverse realtà operanti intorno all’Associazione, le esperienze maturate. Le esperienze vissute durante la mobilità internazionale sono state condivise con gli altri operatori ASA, che non hanno preso parte all’attività all’estero, attraverso le tavole rotonde di disseminazione interna. Si è realizzata così un’attività di scambio di competenze e di buone prassi attraverso attività di diffusione nel territorio, a tal fine si sono organizzati tre seminari e un laboratorio esperienziale.

Ecco che a marzo, presso l’auditorium della Parrocchia Santa Maria dell’Aiuto, ha avuto luogo il seminario dal titolo “Famiglia e Intercultura – La sfida dell’ascolto e dell’integrazione”. L’evento, rappresentando un’occasione di scambio di esperienze e di riflessione sulle prospettive di tutela offerte alle famiglie dallo sforzo congiunto di Agenzie Educative, professionisti specializzati e organismi del Terzo Settore, ha visto la presenza di relatori di rilievo.

La presenza di un mediatore culturale ha consentito di riflettere sull’importanza dello sport visto come terreno di contatto interculturale, linguaggio universale ed unificante. Lo sport è uno sfondo integratore che permette di costruire una relazione educativa tra adulti e bambini e sviluppa importanti aspetti formativi per l’individuo quali la cooperazione, la responsabilità individuale e collettiva. Al pari dello sport, la scuola gioca un ruolo fondamentale: in contesti di diversità culturale, in un momento storico in cui la presenza di stranieri nelle scuole è un fenomeno in forte crescita, sempre più insegnanti si trovano a dover affrontare situazioni in cui in classe ci sono alunni di nazionalità, culture e lingue molto diverse. Riconoscere i differenti tipi di diversità presenti in classe, riflettere sul fatto che ciascuno di noi è simile per alcuni aspetti e contemporaneamente diverso per altri, confrontarsi con queste diversità è fondamentale per la strutturazione dell’identità individuale e per la vitalità personale e di gruppo.

A seguire una riflessione sull’intercultura, che rappresenta un percorso fortemente introspettivo e relazionale in cui siamo chiamati a confrontarci con il bisogno di ancorarci a conoscenze pregresse e probabilmente non adatte ai mezzi di cui realmente disponiamo per accogliere e permettere di accoglierci. Accogliere l’altro implica il riconoscimento della sua autonomia, della sua efficacia e non sono del suo bisogno contingente, implica l’accettazione della sua interezza e unicità, implica l’utilizzo di metodi non pre-confezionati per permettere al proprio bagaglio di fluire insieme a quello dell’altro.

Successivamente, a maggio, presso l’oratorio Salesiano San Filippo Neri di Catania, si è svolto il seminario “Letteratura e gioco. Le fiabe nel Mediterraneo”. La letteratura e il gioco sono diventate punto di incontro tra culture diverse, con l’obiettivo di favorire i processi di integrazione e di inclusione. La migrazione, fenomeno millenario, fa parte della storia umana: ogni migrante porta con sé storie che arrivano da luoghi lontani: la letteratura, la narrazione facilitano il contatto tra diverse culture.E così attraverso la letteratura, si sono affrontate le storie dei migranti e dei rifugiati bambini.

Letteratura, ma anche musica. A metà maggio presso l’Oratorio Salesiano San Filippo Neri a Cataniasi è svolto il laboratorio “Alla scoperta del Mediterraneo. Laboratorio di musica e tradizioni musicali”all’insegna della musica e delle tradizioni musicali del Mediterraneo insieme all’Associazione Areasud. La musica, come “ponte tra i popoli”, è un linguaggio universale, strumento di integrazione e di confronto tra culture differenti. Attraverso la musica, il divertimento e la conoscenza di nuovi strumenti musicali si cercherà di mettere in relazione, in contatto, etnie e popoli lontani. Un momento di incontro e conoscenza molto importante, quello con l’Associazione Areasud con la quale è stato siglato un accordo di partenariato al fine di promuovere l’educazione interculturale di processi che mirano alla piena integrazione di minori stranieri nelle famiglie e di sostenere iniziative legate al mondo della cultura tradizionale anche nel settore artistico.

In seguito presso l’Istituto Comprensivo Statale G. Falcone ha avuto luogo il laboratorio “Inventiamo storie con immagini senza parole”, alla presenza di due libraie che, dopo aver presentato e spiegato il significato del“Silent book”,hanno invitato gli studenti a volare con la fantasia. Il Silent book è un libro in cui la narrazione si sviluppa attraverso le immagini e le illustrazioni, diventando strumenti capaci di superare le barriere linguistiche e di favorire l’incontro e lo scambio tra culture diverse.

Un percorso, della durata di un anno, che attraverso incontri internazionali,seminari nel territorio e laboratori ha permesso di acquisire nuove conoscenze e di poterle mettere in pratica nel territorio. Rosalba Mirci – responsabile della Cooperazione Internazionale di Asa Onlus – si dice entusiasta degli obiettivi raggiunti: “Credo che progetti come questi consentano ad associazioni come la nostra di potersi confrontare con realtà internazionali e dunque di poter crescere, formare ed informare, avendo come unico obiettivo il benessere del singolo, delle famiglie e quindi dell’intera Comunità”.

Asa Onlusafferma il presidente dott.ssa Maria Virgillitoda sempre si pone come unico obiettivo la salvaguardia e la promozione dei diritti fondamentali di minori e delle famiglie. Attraverso la musica, la lettura e la condivisione è stato possibile realizzare momenti di crescita personale dei partecipanti”. “Credo che progetti come questi – conclude il presidente Virgillito – permettano di avere una maggiore consapevolezza delle sfide che il nostro Paese deve fronteggiare in termini di integrazione”.

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