LA PAROLA ALL’ASA: “LA CULTURA DELL’ACCOGLIENZA”

Dal 2001 ad oggi i bambini che sono stati adottati e che crescono con l’affetto ed il calore di una famiglia sono 952. Non si tratta di un semplice numero: 952 sono le storie da raccontare; 952 sono le famiglie che hanno contato su di noi decidendo di intraprendere un percorso fatto anche di momenti difficili; 952 sono le volte in cui la nostra Associazione ha potuto gioire del miracolo della vita, del miracolo dell’accoglienza. Quando si parla di adozioni si parla di bambini bisognosi d’amore e occorrerebbe sempre guardare alla loro realtà, al loro mondo e tutto ciò che li circonda, attraverso i loro occhi. Solo così, seppur in minima parte, potrà essere possibile percepire i loro bisogni e le loro necessità, adoperandosi affinché possano avere un futuro migliore del presente.

Ogni bambino ha diritto ad una famiglia, all’amore e ad una tranquilla quotidianità: questo concetto è il faro di ogni iter adottivo ed è compito delle Istituzioni garantire che ciò accada.

La legge sulle adozioni internazionali ( l.476/98) è senz’altro un’ottima legge: a livello europeo ed internazionale il nostro Paese ha sempre avuto un ruolo da capofila. L’impianto legislativo è ottimo, ovviamente il dibattito deve restare sempre aperto: migliorarsi sempre, avendo come unico obiettivo il benessere del bambino. Su questo non bisogna transigere in alcun modo.

L’adozione è soprattutto un fattore culturale: quello che ancora non si riesce a cambiare è il permanere della visione di un figlio visto come diritto. Niente di più sbagliato, poiché così facendo non si guarderebbe al superiore interesse del bambino ma, riduttivamente, solo alla soddisfazione di un proprio desiderio seppur legittimo.

In qualità di presidente dell’Asa Onlus, in questi 18 anni, mi sono adoperata affinchè il superiore interesse del minore non restasse un’affermazione di principio, ma trovasse applicazione in tutti i passaggi del complesso iter che porta alla formazione di nuove famiglie.

Molteplici i traguardi raggiunti: dai miglioramenti nella qualità dei servizi offerti alle coppie, all’ampliamento delle sedi, con operatività su tutto il territorio nazionale, fino, da ultimo, all’aumento del ventaglio dei Paesi stranieri.

Mai fermarsi, però. Occorre stare al passo con i tempi, con i progressi culturali e con l’innovazione del settore Adozioni Internazionali. Bisogna, dunque, migliorarsi giorno dopo giorno per cercare di soddisfare sempre le esigenze dei bambini, dei genitori e delle future famiglie costruendo rapporti basati sulla fiducia, sulla professionalità e sull’onestà.

Da sempre l’Asa cerca di diffondere la cultura dell’accoglienza, dando voce ai bisogni dei minori con un motto che ormai è divenuto il nostro modus operandi : “Accogli con gioia il miracolo della vita, sempre e comunque da qualsiasi parte del mondo arrivi”.

Marina Virgillito

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